“Working from Home Competition”

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Il nuovo contest di Archistart per ripensare le nostre abitazioni

Siamo orgogliosi di dedicare uno spazio sul nostro blog ad un altro innovatore del network di Caratteri Mobili

Giacomo Potì, è un architetto e presidente di Archistart, una delle realtà più dinamiche nel panorama dell’innovazione locale, nazionale e anche internazionale (ricordiamo IAHsummer, il format dedicato ai giovani architetti, designer e creativi di tutto il mondo).

Nelle scorse settimane Giacomo, insieme ad altri colleghi di Archistart, ha avviato una riflessione sull’home working e più in generale sull’adeguatezza delle nostre abitazioni rispetto ad attività di smartworking continuative, oltre che intense (come quella che stiamo vivendo).

Gli abbiamo rivolto alcune domande, per saperne di più.

1 – Ciao Giacomo raccontaci da dove nasce questa idea.

Il tema della casa e delle trasformazioni delle forme dell’abitare è da sempre al centro del dibattito perché le esigenze abitative mutano velocemente insieme alla società. Abbiamo innovato molto negli ultimi anni i luoghi di lavoro condiviso, i co-working, i grandi headquarter aziendali ed in parallelo auspicato un massiccio ricorso allo smart working, ma ci siamo chiesti se le nostre abitazioni erano al passo di questa innovazione? L’occasionalità dello smart working (1-2 giorni a settimana) attivato nella maggior parte dei casi, a causa dell’emergenza sanitaria, è diventata una costante ed ora circa 8 mln di lavoratori in Italia si ritrovano nel lavoro domestico. Ci è sembrato un approfondimento non più rimandabile. Per questo abbiamo deciso di avviare una riflessione con il nostro studio e di attivare la nostra community di giovani progettisti.

2 – Se da un lato la tecnologia sembra aver superato la prova dell’home working, resta da riflettere sugli spazi che in questo periodo ospitano la prestazione di lavoro di molti di noi. Secondo te la casa può sostituire completamente i nostri uffici o gli spazi di coworking?

Non credo che la casa possa sostituire costantemente il nostro ufficio, ma sono convinto che possa farlo in maniera parziale. Penso alla maternità ed alle estensioni di forme di lavoro agile in periodi più lunghi, come ad una alternanza di tempo trascorso in ufficio o presso la propria abitazione. E credo che si possa ulteriormente superare il dualismo casa – ufficio con il ricorso a forme di abitare condiviso, come le co-housing in cui micro comunità di residenti possano condividere spazi di lavoro e condivisione informale nel proprio condominio. Serve un grande piano nazionale di sostituzione edilizia, un grande piano casa che ricordi per imponenza e numeri gli interventi INA – Casa del 900. La rigenerazione urbana finora era unicamente rivolta alla riqualificazione di spazi pubblici, è arrivato il momento di avviare un piano straordinario legato all’abitare. Credo che una revisione ed un aggiornamento di molti piani regolatori urbanistici sia una urgenza non più rinviabile.

3 –In che modo pensi vadano riadattati gli ambienti delle nostre case per rispondere a questa che non sembra essere una situazione transitoria ma che probabilmente caratterizzerà almeno alcune giornate di lavoro nei prossimi anni?

I nostri uffici si sono trasformati in una alternanza di spazi di concentrazione (phone booth, postazioni individuali) o spazi di condivisione (sale meeting, postazioni informali, social niche), perché non immaginare questi spazi o “angoli” integrati anche alle nostre abitazioni? Per far questo c’è bisogno di affidarsi ad architetti, creativi, designer ed attivare le energie creative del nostro paese.

4–In queste settimane abbiamo visto molti video di persone impegnate in sessioni di allenamento in casa. Il Covid 19 a detta di molti ci costringerà a ripensare questa e molte delle abitudini a cui noi tutti eravamo “affezionati”? Credi che andrà completamente ridefinito anche il concetto di casa?

Credo di si, la casa negli ultimi anni per l’andamento del mercato immobiliare e per l’assenza di investimenti pubblici sulle politiche dell’abitare, è divenuta sempre più piccola e compatta, e questo ha favorito innovative soluzioni di ottimizzazione degli spazi. Ma per quanto fosse comodo, ogni tanto, lavorare da casa, la maggioranza di noi preferiva fare sport all’aperto o in palestra e condividere l’esperienza professionale in ufficio. Questa situazione rimette al centro l’importanza ed il valore della casa come luogo dello star bene. Credo che questa esperienza guiderà le scelte di molti nel prossimo futuro.

5- Per finire, secondo te che effetti avrà tutto questo sulla creatività? Cosa pensi sia necessario per favorire l’ispirazione di nuove idee?

La progettazione è sempre stata una pratica innovativa, che mira a sperimentare nuove forme ed usi. Ci sono tantissimi creativi da coinvolgere ed attivare. Come ti dicevo prima credo che la priorità sia un grande piano nazionale per le nostre città e scoraggia molto non vedere nessun architetto nella commissione di esperti e consulenti che sta affiancando il governo in questa fase (e magari qualcuno di diverso dal solito Renzo Piano). L’Architettura e la costruzione della Città rappresentano storicamente delle eccellenze italiane ed europee, è il momento di ripartire da li. Dopo una grande campagna di comunicazione nazionale a riguardo sono sicuro che i metodi di attuazione migliore siano due: sempre più concorsi di progettazione che mettano al centro il talento e un piano straordinario di assunzioni di giovani e qualificati progettisti negli uffici tecnici delle città. Come dicevi bene nella tua domanda precedente, la tecnologia ha superato la prova dell’emergenza sanitaria, sulla città avrei qualcosa da ridire ;).

Grazie Giacomo In bocca al lupo e a presto per raccontarci i risultati della ricerca!

Per chi volesse collaborare alla ricerca, l’invito è di consultare www.archistart.net.

Caratteri Mobili

Caratteri mobili è un think tank giovanile. ​Una community che discute. ​ Un’agorà di diffusione di idee. Una piattaforma, orizzontale, di condivisione di conoscenza ed esperienze. Un network che propone e si propone, delineando best practices e nuove frontiere di sperimentazione politica, sociale, culturale, economica. Una generazione che racconta e si racconta, portando innovazione, cultura, bellezza nella società in cui vive. Un punto d’incontro tra lettori, scrittori, opinionisti, blogger, creativi, liberi pensatori, sognatori, cittadini globali. Un punto d’incontro tra caratteri mobili.

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