“Un caffè per gli ospedali di Lecce e provincia”. La campagna di crowdfunding di un team di medici e infermieri del Salento

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di Alessandro Martines

Ci sono alcune categorie di lavoratori che in questi giorni drammatici stanno gettando il cuore oltre l’ostacolo: medici e infermieri (o più in generale, personale paramedico) degli ospedali italiani.

Parliamo di persone che hanno studiato e si sono formate con il desiderio di salvare vite umane “per professione”. Ma probabilmente nessuno di loro si sarebbe mai immaginato di fronteggiare la più grande pandemia degli ultimi anni in una clima da Stato di eccezione.

Ancora una volta, come detto di recente su questo blog per un’altra bella storia, basterebbe questo per considerare lo sforzo encomiabile di questi lavoratori come un qualcosa meritevole di una menzione speciale. Ma alcuni di loro, nel Salento, stanno facendo anche di più.

Parlo di Lorenzo Costantini, cardiologo 33enne dell’Ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina, e di un team di colleghi e amici (Eugenio, Francesco, Federico, Marcello e Floriana) che lo hanno affiancato in questa esperienza

Persone che vivono l’emergenza-Covid19 sulla loro pelle, e che hanno sentito l’esigenza di spendersi in prima persona per rendere le struttura sanitarie nelle quali operano un pò più in grado di reggere l’onda d’urto dei contagi, che a detta di tutti gli esperti presto potrebbe diventare insostenibile, specie nel Sud del Paese.

Da queste premesse è partita “Un caffè per gli ospedali di Lecce e provincia”, straordinaria campagna di crowdfunding sui social network che ha raccolto in pochi giorni oltre 98.000 euro da quasi 6000 utenti.

Ho contattato il mio coetaneo Lorenzo (che ahimè non vedo da anni), che mi ha raccontato con entusiasmo quest’iniziativa.

Ciao Lorenzo. Com’è nata la campagna ci crowdfunding?

Era la penultima o ultima sera di zona gialla per il Salento. Ci siamo trovati a casa di un’amica per una pizza. Mentre la televisione descriveva uno scenario apocalittico ci siamo convinti della necessità di fare qualcosa di utile per il territorio, per dare un messaggio di speranza per i cittadini. Un pò a tutti è venuta in mente l’idea di una campagna di crowdfunding con un titolo immediato e facilmente comprensibile.

Quali gli obiettivi che hanno ispirato la campagna?

La campagna ha avuto un duplice scopo sociale. Il primo: aumentare la possibilità di curare, raccogliendo fondi in grado di potenziare la capacità ricettiva delle strutture ospedaliere del territorio rispetto a pazienti da ventilare meccanicamente. Questo potrà avvenire attraverso l’acquisto di ventilatori polmonari e di un broncoscopio, fondamentali per assistere i pazienti Covid19 (e che poi rimarranno in dotazione alle strutture stesse).

Il secondo scopo è quello di prevenzione: far capire alla gente in modo semplice e con messaggi chiari l’importante di osservare l’obbligo di quarantena. Una prescrizione imposta dal biuon senso, prima che dallo Stato.

Conclusa con successo la campagna, quali sono i prossimi step?

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E’ stato ed è emozionante quello che sta succedendo! E’ la prima volta per me e per tutto il team che ha partecipato a questa esperienza. Ora stiamo procedendo a mille all’ora, con un sacco di interviste ma soprattutto con telefonate e preventivi, per portare in tempi rapidi le attrezzature negli ospedali e per dare una risposta a chi ha donato, a chi ci è stato vicino e soprattutto ai pazienti.

L’esperienza di Lorenzo, Eugenio, Francesco, Federico, Marcello e Floriana ci insegna tanto.

Innanzitutto, è una piccola (ma al tempo stesso grande) storia di coraggio e determinazione di un gruppo di giovani medici e paramedici del territorio.

Ma è anche una straordinaria prova di sensibilità da parte di una comunità (in senso lato, dato che le donazioni sono arrivate da salentini di tutto il mondo) che, in quesi giorni più che mai, si sta stringendo attorno alle migliori professionalità sanitarie del posto in modo proattivo e solidale.

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