Startup weekend Lecce 2019: l’edizione della “svolta”. Intervista a Salvatore Modeo

“Startup weekend” è un format di successo a livello globale, ma la sua versione salentina si sta ritagliando uno spazio di grande interesse nel panorama dell’innovazione del Mezzogiorno, ed il merito è in larga parte di Salvatore Modeo e del suo team. ,Salvatore è un ingegnere salentino e innovatore protagonista di diversi progetti in questo settore (dall’incubatore The Qube allo spazio coworking Molo12).

Salvatore è stato il primo ad investire in questa formula di successo e a farla crescere anno dopo anno. L’edizione di quest’anno, dall’11 al 13 ottobre, ha segnato un punto d’arrivo importante, con numeri significativi.

Abbiamo rivolto a Salvatore qualche domanda, per saperne di più di questo Startup Weekend 2019.

Ciao Salvatore, dacci qualche numero di Startup Weekend 2019.

Ciao Caratteri Mobili!

Innanzitutto vi ringrazio, perché avere l’opportunità di “raccontare le storie di giovani sognatori che provano a mettere in atto le loro idee” è sempre qualcosa di prezioso ed è per me un piacere portare la mia testimonianza rispetto ad un territorio ed un gruppo di giovani che ogni giorno provano a sfidare i trend e a innestare il loro futuro su questo territorio.

Tornando a noi, Startup Weekend Lecce 2019.
Iniziamo col dire che è stata la prima edizione in lingua inglese realizzata a Lecce: una sfida nella sfida, emozionante e coinvolgente, alla quale ci siamo sottoposti come organizzatori. Non è stato per nulla facile, ma con grande forza di volontà e il supporto di tutti siamo riusciti ad alzare l’asticella.

70 partecipanti, 20 dei quali stranieri, provenienti da Lettonia, Olanda e India coinvolti attraverso il Progetto Europeo “The Action Lab”, hanno affollato le sale delle Officine Cantelmo, supportati da un team di 10 mentor esperti in creazione d’impresa provenienti da tutt’Italia, e da 1 Facilitator Norvegese, Marcus Holland Eikeland, messo a disposizione da Techstars (il più grande incubatore al mondo, nonché titolare del format “Startup Weekend”).

Startup Weekend è un evento che richiede un forte effort da parte dell’intero team di The Qube e i preziosissimi volontari che hanno reso possibile questa “magia”, è una palestra per provare a fare impresa, per non aver paura di fare impresa.

Non di poco conto, è stato il supporto da parte di Enti Pubblici e Privati che hanno supportato l’evento e sono state vicini prima, dopo e durante l’evento. Un grazie di cuore va rivolto alla Banca Popolare Pugliese, all’Agenzia Perin – Groupama, alla società Puglia Comunicazione ma anche all’Università del Salento che ha supportato l’evento attraverso il Consiglio Degli Studenti con il supporto delle associazioni Universitarie LINK e Cambiamore.

Cosa ha previsto il format nell’arco dei tre giorni?

SW Lecce 2019 è una vera e propria full-immersion di 54 ore nel frenetico mondo della Creazione d’impresa. In questa occasione la tematica di riferimento è quella “Sociale”, immaginando delle soluzione innovative per risolvere problemi di natura sociale (inquinamento, integrazione, dipendenza dalla tecnologia, etc.) presenti in tutto il mondo.

Si è partiti al venerdì con la presentazione delle idee imprenditoriali dei partecipanti. Al termine della presentazione, i partecipanti hanno votato e scelto le 10 migliori idee sulle quali lavorare durante tutto il fine settimana per trasformarli in veri e proprio progetti.

I 70 partecipanti si sono divisi in gruppi omogenei e i team si sono ritrovati al Sabato mattina per assemblare il progetto partendo dall’analisi e dalla validazione del problema. Sfruttando intense Mentor Session e utili lezioni su come formalizzare, validare ed esporre il proprio modello di business, i team hanno iniziato a produrre i primi output (questionari, interviste, business model, prototipi, etc.).

La giornata di Domenica, infine, è stata interamente dedicata alla conclusione dei lavori e alla finalizzazione della presentazione: ultimo atto della “maratona” nel quale i team leader hanno esposto, con energia e spregiudicatezza, i loro progetti d’impresa, cercando di catturare l’attenzione e il consenso della giuria composta da 5 autorevoli rappresentanti del mondo dell’innovazione, della finanza e della pubblica amministrazione.

Quali sono le idee di startup premiate?

Tre le idee selezionate dai giurati come vincitrici della kermesse:

Al terzo posto il progetto “Ecoside-Plast”, che mira a intercettare il problema dell’eccessiva produzione di rifiuti plastici attraverso il riutilizzo degli stessi per la produzione di pareti divisorie scorrevoli, adatte all’utilizzo domestico e all’allestimento di spazi fieristici.

Secondo classificato “CommunEATy”, progetto a forte vocazione sociale improntato al recupero della cultura agricola e basato sulla creazione di una rete di produzione e scambio di prodotti alimentari locali attraverso la creazione di una cooperativa di comunità.

Sul gradino più alto del podio è salito “Meeting Cafè”, app mobile pensata per chi si trova in un paese straniero o in una nuova città e vive la necessità di stringere amicizia con persone che condividono gli stessi interessi e le medesime passioni. L’applicazione agevolerà allo stesso tempo i bar e le caffetterie aderenti all’iniziativa, tramite un sistema di prenotazione di tavoli e pre-ordine delle consumazioni.

Credi possano trasformarsi in vere e proprie imprese?

Ciò che ho imparato durante le varie edizioni di Startup Weekend, è che il team determina il successo di un’idea una volta che ad essa viene data forma. Più il team leader è in grado di attrarre talenti, maggiori sono le possibilità della startup di trasformarsi in impresa.

Ci sono inoltre tante variabili di cui tenere conto e moltissime di queste sono del tutto imprevedibili. Tuttavia, se i ragazzi continueranno a lavorare con l’entusiasmo e con la passione mostrata durante il Weekend e se sapranno sfruttare al meglio i premi vinti allora potranno sicuramente avere più di una chance per portare i loro progetti a un livello successivo.

Per concludere, ti chiediamo un’opinione in qualità di innovatore. Noi CM crediamo che la costruzione di un ecosistema favorevole allo sviluppo delle startup potrebbe contribuire a combattere quel triste fenomeno di emigrazione che riguarda tanti giovani talenti italiani, in particolare al Sud. Qual è la tua opinione riguardo al mondo startup e innovazione al Sud? Quali sono le priorità da affrontare per sostenere il settore, così come fate quotidianamente voi?

La creazione di un ecosistema favorevole allo sviluppo delle startup è la vision che ci ha spinto e ci spinge ogni giorno a sviluppare nuovi progetti d’impresa, ad accogliere e dialogare con tanti giovani che hanno idee ma, molto spesso, non hanno un team con cui sviluppare il loro progetto.

La creazione di un ecosistema implica “fare rete”, unire tutti i portatori di interesse, sia pubblici che privati, per generare valore per tutti. È una strada lunga e in salita, fatta di tante, tantissime sfide da affrontare un giorno dopo l’altro, senza scorciatoie.

Ma l’idea che conserviamo e cerchiamo di esportare in ogni occasione, è quella di iniziare a “fare impresa” sin da giovani, per diventare protagonisti del cambiamento e superare tutte quelle paure che ostacolano e rallentano la voglia di intraprendere un percorso imprenditoriale.

È necessario creare i presupposti per far sì che i giovani possano scegliere di restare, costruendo, insieme a loro, un ecosistema generativo in cui gli attori del territorio immaginino ponti e non barriere, abilitando un ascolto attivo e coordinando i contenuti che arrivano da chi ha voglia di correre in cima al Mondo e reclamarne l’appartenenza.

Entrare nelle scuole parlando di autoimprenditorialità, dell’importanza di non chiudere nel cassetto le proprie aspirazioni, portando esempi positivi e esperienze dirette, che gli studenti possano toccare con mano e con le quali possano confrontarsi, mettendosi alla prova e guadagnando fiducia in sé stessi. È questa la nostra idea di innovazione, questa la strada che vogliamo intraprendere per guarire un territorio sì malato, ma al contempo traboccante della medicina migliore possibile: la voglia di guarire.

Sappiamo che, per riuscirci, abbiamo bisogno di rinsaldare il dialogo con le politiche locali, nazionali ed europee, ma siamo abituati, per formazione e deformazione professionale, a ricercare soluzioni senza concentrarci troppo sui problemi.

In qualche modo, dunque, ce la faremo.

Grazie Salvatore. In bocca al lupo per i tuoi progetti e a presto!