Una serata di stimoli e un libro da leggere per non essere…”i rassegnati”

“Qual è il tuo sogno?” se lo è chiesto Tommaso Labate nel suo ultimo libro i “Rassegnati” e se lo sono chiesto anche i partecipanti a #innovarecon di mercoledì 14 novembre, storico format ideato da Italiacamp e che consente ai soci e non di confrontarsi con personaggi noti che si sono contraddistinti sui temi che affronta l’associazione.

Non è che la gente non sogni più – ha risposto Labate durante l’incontro – ma l’angoscia del nostro tempo sta nel fatto che “la gente non pensa che qualcuno possa chiederle che cosa sogna, perché ritiene che anche i sogni più banali siano irrealizzabili”.

“I Rassegnati” non è solo un manifesto generazionale, ma rappresenta il ritratto di un’epoca di trasformazione di tutto quello che finora abbiamo conosciuto, dal contesto sociale alla politica al mercato del lavoro, mondi che promuovono linguaggi, professioni, modi di essere del tutto impensabili poco tempo fa.

A un certo punto del libro scrive il giornalista e conduttore televisivo “…abbiamo creduto a sogni troppo grandi, che proprio in virtù di quell’infanzia felice pensavamo fossero a portata di mano…siamo la prima generazione che non è riuscita a realizzare in massa i propri progetti”.

Labate utilizza anche la metafora della sostituzione di Roberto Baggio durante i mondiali di USA ‘94 per riflettere sulla generazione dei 30/40enni di oggi che, pieni di aspettative ed estremamente competenti e talentuosi, come l’indimenticato campione della nazionale, al momento della resa dei conti viene sacrificata per provare a vincere la partita finale.

Una generazione che non è mai diventata classe dirigente come si era creduto in un primo momento ma una generazione angosciata, le cui angosce si sono trasferite sui genitori e probabilmente, per chi ce li ha, anche sui figli.

La riflessione di Labate ha anche il merito di soffermarsi sull’iper-individualismo che contraddistingue questa generazione, riportandola alla corretta dimensione collettiva, per cercare di costruire un’identità e una serie di battaglie comuni non esclusivamente finalizzate alla conquista del potere politico ma alla costruzione di alternative.

La storia di ItaliaCamp, nel suo piccolo di Caratteri Mobili e di tante altre piccole, medie e grandi realtà del nostro Paese è quella di chi ha fatto una scelta semplice: non lasciarsi incattivire, abbattere e trascinare dalla Rassegnazione (è insidiosa e merita la R maiuscola) ma, invece, di “resistere” e immaginare, ad esempio attraverso la condivisione di competenze, obiettivi e risorse, percorsi alternativi in cui poter fare la differenza ed esser protagonisti per il futuro del nostro Paese.

Anche e soprattutto quando tutto attorno sembra crollare, dalle risorse alle opportunità, chi resiste diventa ancora più caparbio, testardo, finalizzato.

Se è vero infatti che la rassegnazione è stato il sentimento prevalente nella nostra generazione, è altrettanto vero che esistono casi di resistenza alla rassegnazione.

 

Una serata come quella del 14 novembre, e un libro come quello di Tommaso Labate, vanno esattamente in questa direzione: sono stimoli a resistere alla rassegnazione.

E di questi tempi…non è poco.

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    By: Francesco De Lorenzis

    Laureato in Scienze Politiche presso l’Università LUISS, mi sono specializzato in relazioni industriali e del lavoro. Vivo a Roma, e lavoro nella direzione generale di Confcommercio – Imprese per l’Italia, occupandomi di comunicazione politica, economica ed istituzionale. Appassionato di politica, impegno sociale, lettura, sport e running. Nonostante le difficoltà, credo che con coraggio e passione i risultati si possano sempre ottenere.

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    L’altra faccia dell’agricoltura. Il dramma del caporalato

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