P come…Politica!

Gentile Direttore, da giovani galatinesi, mediamente attenti alla vita politica e sociale di una Città che “osserviamo” prevalentemente da lontano, vorremmo condividere con lei una riflessione su quella che è la realtà che la città si trova ad ereditare, e con la quale il dibattito pubblico si dovrà misurare. Lo facciamo pur trattandosi di una città in cui trascorriamo solo una minima parte del nostro tempo.

26c319_25e3733414a64f1b992cd1511cf8c26e-mv2Lo facciamo perché non è solo la città in cui siamo nati e cresciuti, ma è anche quella nella quale tuttora vivono i nostri genitori, familiari e alcuni dei nostri affetti più cari.

Lo facciamo pensando di contribuire, in minima parte, al dibattito locale (per il momento soporifero), in attesa che questo prenda corpo, si indirizzi in una modalità virtuosa, e prenda una direzione che tenga conto di alcuni dati frutto del recente passato.

Galatina, com’è noto, ha assistito all’ennesima, prematura, conclusione di un’esperienza politico-amministrativa di governo cittadino.

Un numero così consistente di Amministrazioni comunali che si concludono con il commissariamento (ancorché con ovvie differenze di tempi e circostanze) rappresenta un dato consolidato, non più frutto della circostanza, di un fallimento “sistemico” nel governo della Città. Un dato che si traduce, inevitabilmente, in una diffusa e generalizzata, con innegabili sfumature che non compete a noi quantificare, assunzione di responsabilità da parte di un’intera classe dirigente locale.

Il commissariamento, infatti, costituisce al tempo stesso una sconfitta per la Città e una sconfitta per la politica. È una sconfitta per la Città, tradita rispetto al mandato popolare consegnato e privata del potere di “controllo dal basso” rispetto all’operato dei propri rappresentanti.

Ed è una sconfitta per la politica, che smette di essere la sede naturale del confronto all’interno di una comunità, il “topos” in cui si proiettano e si misurano, talvolta cercando una sintesi, le diverse istanze e visioni che caratterizzano la società.

Esce la politica, entra la tecnocrazia. Sparisce il confronto, la progettualità, la visione, subentra la gestione ordinata ed equilibrata dello status quo.

Ed è così che mentre l’economia circolare e la cooperazione di comunità di Melpignano vengono studiate nei workshop sulla governance dei beni comuni, le politiche per l’innovazione di Lecce menzionate nei convegni sugli open data e la p.a. digitale o il comune più filosofico d’Italia, Corigliano, studiato tra le best practices nell’uso delle scienze morali come motore di benessere per le comunità, Galatina si lecca le ferite, affidando ad un commissario prefettizio la ristrutturazione di un pesante debito. E assistendo, da spettatore, alla programmazione e progettazione di interventi a valere sui fondi europei 2014-2020, già avviate in molte altre sedi.

Questo è il quadro generale con cui la politica, e la città, non potranno che misurarsi. Provando ad orientare, conseguentemente, il dibattito in una direzione più profonda e radicalmente diversa rispetto al passato e allo status quo.

La vera essenza del dibattito politico-culturale della Città dovrebbe ruotare attorno ad alcuni quesiti fondamentali: quale idea di Città adottare? come concretizzarla? attraverso quale modello di governance? attraverso quale strategia di gestione e di attrazione di risorse, materiali ed immateriali?

Le possibili ricette sono tante e meriterebbero tanto spazio che non intendiamo rubare al suo giornale. Almeno non in questa occasione. Un punto di partenza, come già accennato in altre occasioni, può essere quello della democrazia partecipativa, della cittadinanza attiva, della governance collaborativa e, più in generale, di una nuova stagione di radicale riscoperta della Politica (con la p maiuscola).

Strada certamente non semplice, che necessita di due condizioni. In primis una classe dirigente consapevole, e impegnata con convinzione e dedizione su questo fronte. In secondo luogo, una società civile dinamica, propositiva, interessata.

Esattamente per questo la sfida della riscoperta della Politica va lanciata tanto alla classe dirigente, quanto al tessuto sociale e imprenditoriale cittadino, al terzo settore, ai rappresentanti locali del mondo accademico e ai tanti giovani qualificati e competenti di questa Città, che quotidianamente dimostrano il loro valore in giro per il mondo.

È una sfida che coinvolge, a vario titolo, tutti quanti. Noi siamo pronti a dare il nostro, piccolo o grande, contributo. Siamo curiosi di vedere se gli attori sopra citati saranno in grado di raccogliere tale sfida.

La ringraziamo per lo spazio concesso.

Eugenio Costantini
Gianluca De Donno
Francesco De Lorenzis
Paolo De Lorenzis
Stefano Giuri
Fabio Ingrosso
Alessandro Martines
Davide Miceli
Stefano Orlando
Giancarlo Vergine