Occhi chiusi, mente aperta

Sono le nove di un caldo sabato mattina di Settembre: gli occhi umidi da una gran bella quantità di sbadigli, tradiscono il fatto che, senza aver fatto nulla di speciale, questa notte siamo rincasate comunque tardissimo. Un’estate lunghissima.

Via Palmieri è calma, assolata, color pietra. Siamo ancora distratte e sbadiglianti quando, puntualissime, arriviamo al quartier generale di Velo Service e incontriamo le vere protagoniste di questa mattinata: Alejandra, le preparatissime Sara e Miriam, che saranno le nostre guide turistiche, e la raggiante Michela. Una piccola chiacchierata di preparazione e, lasciata Alejandra in ufficio per la movimentata mattinata di turisti, siamo già sui risciò pronte per la nostra prima esperienza a occhi chiusi, durante la quale utilizzeremo tutti i nostri sensi ad eccezione della vista.

Stiamo infatti partecipando a una delle giornate del progetto Puglia a occhi chiusi, conclusosi ufficialmente domenica primo Ottobre, grazie al quale gli amici di Salento Bici Tour hanno organizzato una serie di escursioni sensoriali su tandem o risciò dando la possibilità a tutti, non vedenti, ipovedenti e normodotati, di scoprire le meraviglie di Lecce e del Salento.

PugliaadocchichiusiSara, Miriam e Michela ci hanno letteralmente accompagnato alla scoperta del centro storico di Lecce e ci hanno insegnato che l’arte e la cultura si possono vivere non solo con gli occhi.

Quando si viene privati della vista, succede che tutti gli altri sensi si amplificano, che il tuo cervello impara a percepire utilizzando altri canali e il risultato è che si provano sensazioni completamente nuove.

Prendiamo l’udito ad esempio. Dopo tre ore bendate, ritorniamo al quartier generale di Velo Service con le orecchie che fanno quasi male per lo sforzo a cui le abbiamo sottoposte. Le voci tranquille di Miriam e Sara ci hanno descritto in maniera precisa e dettagliata ciò che si incontra e si esplora sensorialmente, raccontando le storie che abitano i luoghi del centro storico di Lecce. Da Piazzetta Falconieri con i suoi eleganti palazzi, ci siamo spostate lungo le viuzze del centro venendo inondate dai sacri canti dell’enigmatica Chiesa Greca, dall’eternità del Teatro Romano, dalla sacralità di Piazza del Duomo e dalla ricchezza di Piazza Sant’Oronzo e della Chiesa di San Matteo.

Michela invece ci ha aiutato a percepire con il tatto. Le notizie storiche raccontate dalle guide sono accompagnate da stampe in Braille che ricalcano i profili dei palazzi, delle piazze e di alcuni particolari del barocco leccese. Abbiamo sentito sotto le dita la porosità e il tepore della pietra leccese della Chiesa di San Matteo, la ruvidità e leggerezza della cartapesta. Con olfatto e gusto ci siamo concentrate sugli odori e sui sapori che popolano i vicoli di Lecce.

Ci facciamo così trasportare e coccolare, rilassate nel buio delle nostre bende, dai piccoli sbalzi del risciò e dai sospiri della città, mentre Sara e Miriam ci parlano non solo di storia e arte ma anche di aneddoti, leggende e curiosità di questa lecce nascosta.

Michela, attento supervisore e curatrice del progetto, l’abbiamo vista come un “ponte” che collega due mondi, o meglio, due diverse modalità di percepire il mondo che ci circonda. “Da grande volevo fare un lavoro etico [..] ero in viaggio, sui gradoni di una chiesa a disegnare, persa nei miei pensieri con accanto un non-vedente con cui ho cominciato a parlare…e mi si è aperto un mondo!”.

E’ una designer sensoriale, che non è solo un appellativo fighissimo ma è anche un mestiere fighissimo che coniuga sperimentazione, eccletticità ed etica. In poche battute ci fa capire che l’arte è il comune denominatore delle sue passioni, del suo lavoro, delle sue conoscenze e competenze. Ha vissuto e lavorato a Parigi e ora, tornata in Salento, vive a San Nicola e collabora con l’instancabile ed innovativo gruppo di Salento Bici Tour, capitanato dall’incredibile Carlo, che abbiamo avuto il piacere di ascoltare durante la talk estiva a San Cataldo.

 

Il progetto Puglia a occhi chiusi si inserisce nell’ambito di PUGLIA365, piano strategico della Regione Puglia che attraverso incontri con gli enti locali, Operatori del settore, Università, MIBACT e Opinion leader locali, ha costruito una vera e propria nuova visione del turismo in Puglia per gli anni 2016-2025.

Un turismo che non è fatto solo di infrastrutture e accoglienza, ma anche e soprattutto di formazione, promozione e innovazione con cui valorizzare sempre di più e sempre meglio un territorio profondamente variegato che può offrire ai turisti che ogni anno si innamorano della Puglia, esperienze diverse che possono essere annoverate fra le eccellenze italiane di cui il nostro paese deve andare fiero.

In questo contesto di eccellenza, Michela e Carlo hanno saputo creare quella sinergia tra mobilità alternativa e turismo etico che dovrebbe ispirare chiunque sia impegnato o stia decidendo di impegnarsi in questo settore. Perché se è vero che siamo tutti uguali, è anche vero che tutti abbiamo diritto a percepire e assaporare la storia e la cultura che popolano e arricchiscono il territorio pugliese. E le istituzioni non possono fare altro che incoraggiare e promuovere queste iniziative.

Vogliamo ringraziare Carlo, Michela e le nostre guide Miriam e Sara per averci regalato questa esperienza non solo turistica, ma profondamente umana ed empatica sperando che il nostro breve racconto incoraggi tutti a sperimentare queste nuove forme di turismo mettendosi, una volta ogni tanto, nei panni di chi è meno fortunato e percepisce tutto in maniera diversa.

Bravissimi, bravissime. E grazie di essere qui a fare la differenza.


Articolo scritto da Valentina Coppola e Irene Matteo