LA NOTTE GRIKA

PORTARE LE RADICI NEL FUTURO

Dalla Notte delle Ronde – Santupaulu alla Notte Grika. Qual è l’anima di questo nuovo progetto culturale?

La nostra terra è una miniera di immense risorse storico- artistiche e culturali.

La sfida è utilizzare il patrimonio culturale per farla crescere e sviluppare.

Una lingua a rischio estinzione come il griko può essere un’opportunità per valorizzare il territorio, salvaguardarne le radici e raccontare una storia importante per il Salento tutto.

Qual è il tratto distintivo di questo evento?  

Una festa plastic free, rispettosa dell’ambiente e capace di valorizzare l’artigianato locale, l’enogastronomia del territorio, mettere in rete le associazioni presenti nel comune di Soleto.

Un evento organizzato da Legambiente Galatina che ha sposato il mio progetto perché cultura e ambiente sono un unicum, si tratta di coltivare buone pratiche e costruire comunità sensibili.

Non solo salvaguardare l’ambiente ma anche il patrimonio culturale è un atto di responsabilità che dobbiamo alle generazioni future.

Quali sono gli elementi innovativi? Perché a Soleto?

Si tratta di un evento orizzontale, inclusivo, solidale, ecologista.

Si apre con il corpo di ballo della Notte della Taranta che danza con i ragazzi della Onlus “Amici di Nico” accompagnati dal suono dei tamburelli dei giovanissimi allievi del corso organizzato per i bambini dall’Associazione Francesco Marco Attanasi.

Saranno presenti i ragazzi dell’Istituto Immacolata e della cooperativa sociale L’Adelfia.

Il concerto in acustico in griko dei Ghetonìa sarà senza palco. Tutti sullo stesso piano. Tutti protagonisti di un processo collettivo. Un momento di valorizzazione della radice culturale dell’enclave griko-salentina e del patrimonio materiale e immateriale della città.

Questo borgo è stato centro di una “rivoluzione culturale” nell’esperienza della Contea di Soleto guidata da Raimondello Orsini. C’è la volontà – condivisa con l’amministrazione – di riportare Soleto al centro della produzione culturale nel Salento, di valorizzarne la storia plurisecolare e di innescare un processo virtuoso che dalla cultura muove verso lo sviluppo socio-economico del territorio.

 

Si può nel 2019 immaginare un processo di sviluppo sostenibile del mezzogiorno attraverso la cultura?

La cultura muove il mondo. Il patrimonio artistico e storico sono calamite. I monumenti sono attrattori di interesse e curiosità ma anche di investimenti e turismo.

Il Salento beneficia di un patrimonio culturale paesaggistico e ambientale significativo e che costituisce una risorsa dirimente per creare attrattività verso l’esterno e occasioni di sviluppo all’interno.

Tale patrimonio va difeso, valorizzato, promosso e conservato adeguatamente. Gli eventi possono essere occasioni per raccontare le peculiarità del territorio.

È una sfida collettiva che ci vede tutti protagonisti.

Una lingua di una piccola enclave è la testimonianza di una radice importante: la grecità.

Con orgoglio e passione ci poniamo l’obiettivo di portare questa radice nel futuro.

A futura memoria.