Innovazioni. Report tavolo 2: Agricoltura & Innovazione

Report tavolo 2 – 27/12/2016

ANTONIO PASCALI – Coldiretti Giovani Lecce

Comunicare la qualità e la genuinità dei prodotti della tradizione salentina

Antonio ha aperto la discussione del tavolo e dopo aver dato una breve introduzione dei numeri di Coldiretti Giovani a livello nazionale, soffermandosi sul fattore under 35 (600 mila imprese agricole avviate e gestite da giovani) e sulla peculiarità dell’impresa a conduzione familiare tipica di queste imprese nel contesto italiano, ha fornito alcuni punti chiave poi ripresi durante tutta la durata del dialogo: lo sviluppo delle imprese agricole del nostro territorio deve basarsi su qualità delle produzioni, comunicazione e immagine tenendo il tutto ancorato alle tradizioni del territorio.

KARADRA’ – Cooperativa Agricola di Aradeo

Biodiversità dei Prodotti, Innovazione dei Processi e Sostenibilità della Logistica

3Roberta Bruno, amministratrice dell’azienda agricola Karadrà, ha portato la sua testimonianza al tavolo soffermandosi sul dato sociale relativo al crollo del settore primario (per decenni traino dell’economia locale) nel nostro territorio, in termini di imprese e manovalanza. Questo dato è stata la leva principale che ha portato lei e i suoi soci, dopo una serie di studi ed esperienze lontano dal Salento, a tornare in patria e avviare la produzione di pomodori, applicando una serie di interessanti innovazioni all’attività. Hanno per questo deciso di puntare sul recupero di specie arcaiche e sulla biodiversità al quale hanno affiancato l’utilizzo di nuove tecniche di produzione, di straordinaria efficacia sul nostro territorio caratterizzato da scarsità di acqua, quali ad esempio la tecnica cosiddetta di arido coltura, che prevede un limitato utilizzo di acqua per nutrire le piante assieme all’utilizzo di concimazione bio, ma che allo stesso tempo le rende ugualmente rigogliose, fruttifere, e permette straordinariamente di limitare la desertificazione del terreno. Non ultimo, il fattore packaging: l’azienda chiaramente ha puntato ad imballaggi funzionali ed eco-sostenibili. Nel corso del suo speech, Roberta ha avuto modo di evidenziare uno dei punti di miglioramento da mettere sul tavolo di lavoro congiunto, di Caratteri Mobili, la necessità di migliorare il sistema e la burocrazia per la richiesta di finanziamenti e per l’espletamento di pratiche amministrative.
Un altro punto molto interessante che Roberta ha messo sul tavolo e che potrebbe portare ad interessanti spunti da approfondire nella ricerca di CM, è il dato relativo alla domanda di prodotti come quelli piantati e commercializzati da Karadrà: una domanda crescente e parzialmente soddisfatta.

STEFANO GIURI – Caratteri Mobili

Strumenti di Finanza Agevolata nel Settore Agricolo

Stefano è intervenuto al tavolo fornendo una veloce panoramica relativa agli strumenti di finanza agevolata (es. PSR 2016: Misura 4 per aziende già esistenti e Misura 6 per newCo) per le imprese del settore agricolo. Strumenti che la Regione mette a disposizione per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali. Solitamente corrispondono al 60-70% del necessario ed in più prevedono bonus per le nascenti newCo (50.000 – 100.000 Euro in base alla zona cui le aziende appartengono).
Nel corso della discussione al tavolo è emerso che Coldiretti supporta le imprese e gli aspiranti imprenditori a partecipare ai bandi pubblici per finanziamenti europei e regionali, ma il servizio necessita di miglioramenti e supporto di professionisti. Anche questa riflessione scaturita dal tavolo, rappresenta uno dei punti da cui partire per sviluppare il documento che Caratteri Mobili vuole produrre insieme a Coldiretti e alle imprese coinvolte.

LAURA DE LORENZIS – Foodiness/Caratteri Mobili

La piattaforma che permette la disintermediazione della filiera dell’agro-alimentare

Laura ha preso parte al tavolo nella doppia veste di startupper, con la sua Foodiness, e ovviamente in quella di Carattere Mobile. Il suo intervento si è focalizzato sulla descrizione dell’azienda che sta facendo nascere, che ha l’intento, attraverso una piattaforma internet attualmente in fase di sviluppo, di mettere in relazione produttori agro-alimentari, prettamente facenti parte il mondo delle piccole imprese artigianali, con i buyer di prodotti alimentari di aziende di ristorazione, hotellerie e distribuzione. Quindi una piattaforma B2B (Business to Business), dunque non destinata al consumatore finale, che permette di disintermediare la filiera dell’agro-alimentare, con un conseguente abbattimento dei costi anche per i consumatori finali.
L’intervento di Laura al tavolo, ha permesso di rappresentare un’altra tipologia di innovazione che sta coinvolgendo il settore agro-alimentare, che si sta sviluppando attraverso la tecnologia di internet e la messa in atto di nuovi modelli di business che permettono ai piccoli produttori di comunicare e vendere i loro prodotti anche al di fuori del contesto territoriale: proprio uno dei fattori chiave per lo sviluppo, evidenziati all’inizio da Coldiretti Giovani.

VINCENZO LONGO – UFoody

In 24/48h tutta la tipicità del territorio italiano a casa tua

Vincenzo è un giovane startupper salentino, che ha avviato la sua UFoody, startup modenese, dopo una parentesi lavorativa in Yoox (colosso italiano dell’e-commerce fashion). Il suo contributo al tavolo ha acceso il dibattito relativo alla commercializzazione su scala nazionale, di prodotti alimentari e tipicità locali.
UFoody è infatti una piattaforma web, ormai anche partner di Amazon, che permette al consumatore finale di acquistare online e ricevere entro 24/48h a casa propria, prodotti tipici dell’enogastronomia italiana, fatti da piccoli produttori che non raggiungono la grande distribuzione. Essendo solitamente prodotti di difficile reperimento nei canali di vendita tradizionali, UFoody fa da tramite, permettendo ai piccoli produttori di ampliare le vendite, ricevendo inoltre servizi quali consulenze di digital marketing, gestione degli aspetti logistici e analisi sul pricing dei propri prodotti.
I soci di Karadrà e di Staiterraterra sono voluti intervenire, a margine dello speech di Vincenzo, per mettere in risalto un tema a loro molto caro: l’innovazione nell’agricoltura dovrebbe rivolgersi maggiormente verso il miglioramento e l’incremento della produzione, più che verso l’ottimizzazione dei processi di commercializzazione dei prodotti, in quanto, come detto in precedenza, a loro avviso gli attuali volumi prodotti, ad oggi non soddisfarebbero la domanda locale.
Matteo Stifanelli, moderatore, e Giancarlo Vergine con i loro interventi, hanno cercato di mediare le differenti posizioni degli ospiti, cercando di sintetizzare in una eventuale strada da percorrere, quella di favorire lo sviluppo delle produzioni locali (es. Karadrà, Luna e Staiterraterra) attraverso il supporto commerciale e comunicativo di piattaforme quali Foodiness e UFoody, e l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici di IoT (Intenet of Things), poi descritti successivamente da Emanuele Luberto, che permettono il monitoraggio e una gestione efficiente delle coltivazioni. Questo è sicuramente un altro punto di interesse emerso dal tavolo, che verrà approfondito nella ricerca di Caratteri Mobili.

GIANCARLO VERGINE – Caratteri Mobili

Innovazione nei Modelli di Business

Giancarlo è intervenuto al tavolo con una breve descrizione del contesto italiano delle innovazioni ai modelli di business applicati al mondo dell’agricoltura. Dopo l’esperienza di EXPO 2015 è notevolmente aumentata l’attenzione e la sensibilità di grandi imprese (Open Innovation: caso CISCO), enti pubblici, gruppi bancari, università, imprenditori e investitori privati, verso traiettorie di innovazione nel campo tecnologico e imprenditoriale strettamente correlato al business dell’agro-alimentare.
Sono nati così progetti interessanti, che hanno riportato linfa al settore anche in contesti e territori con basso indice di capitali investiti innovazione e presenza di imprenditorialità spinta: quindi anche e soprattutto nelle regioni centro-meridionali.
Proprio al sud e in particolare in Calabria, in una delle numerose storie di successo, un giovane imprenditore ha innovato la tradizione, e con il suo orto condiviso e partecipato2 ha applicato un nuovo modello di business all’agricoltura che potremmo definire: Agricolture As A Service. Mettere a disposizione parti di terreno, condividendo mezzi di lavoro, tecniche e tutto il necessario per la produzione di prodotti agricoli bio in cambio di una fee (abbonamento) mensile: il progetto MULINUM. Questo stesso giovane imprenditore, Stefano Caccavari, è passato agli onori delle cronache per aver creato la startup, che ad oggi risulta essere la più finanziata da una campagna di crowdfunding (500k € attraverso un post su FB). Proprio così, l’investitore privato ha iniziato a comprendere le potenzialità dei business dell’era digitale, ed in Italia il trend sembra andare specialmente verso startup innovative a votazione agro-alimentare (fonte: crowdfundme.it).
Il contributo di Giancarlo alla discussione, come quello degli altri protagonisti di CM, ha voluto fare da trade-union tra la tradizione dei progetti a vocazione puramente rurale, Karadrà, Stai Terra Terra, Luna e le aziende facenti parte Coldiretti, e la digitalizzazione dei servizi e dei modelli di fruizione e acquisto, data dalle startup Foodiness e UFoody.
Questo contributo può servire a far partire sinergie necessarie tra questi due mondi apparentemente agli antipodi, per attività e concept, ma che in realtà possono essere complementari se si guarda ad un orizzonte di crescita e sviluppo del settore.

LUNA – Laboratorio rurale

Cultura e agricoltura per riavvicinare i cittadini al settore

Fabiana, Federica, Rossella, Arianna e Barbara hanno preso in gestione una struttura della Parrocchia S.s. Maria dell’Assunta di Galatone (Lecce) trasformando questo luogo, pieno di storia e di significato, in uno spazio pronto ad accogliere attività di innovazione sociale e agricola.
Proprio di recente tramite Erasmus+ Luna ha accompagnato 25 giovani che arrivavano da tutta l’Europa alla scoperta dell’innovazione rurale in Salento.
Con Luna, laboratorio agricolo rurale, le 5 ragazze stanno conducendo un tentativo ambizioso ma non irraggiungibile: coniugare la cultura e l’agricoltura, due mondi apparentemente distanti ma nella realtà molto contigui.
Luna nel descrivere la propria attività che si caratterizza fortemente per una produzione agricola che parte dal basso, ha introdotto al tavolo il tema del rapporto tra agricoltura e cittadini come nuovo spunto di dibattito.
Coldiretti, come ha evidenziato il presidente dei Giovani Antonio Pascali, di questo rapporto ne fa un punto di forza nel progetto nazionale Campagna Amica contribuendo a restituire al mondo dell’agricoltura quell’attenzione di cui necessita. Tuttavia lo stesso presidente ha sottolineato come tra gli imprenditori agricoli permanga ancora una sostanziale difficoltà nel raccontare la loro attività e, più in generale, il loro settore.

STAITERRATERRA – Orto sinergico

Riavvicinare le nuove generazioni al mondo dell’agricoltura

Iolanda e Fabio hanno raccontato l’esperienza del loro coworking agricolo che hanno insediato nelle campagne di Felline.
Staiterraterra è il nome che hanno deciso di assegnare a questo coworking che, puntando sul concetto dell’agricoltura sinergica, intesa come forma antica di agricoltura basata sull’autofertilità, s’inserisce nel più ampio lavoro che sta conducendo Staisinergico nel sud Salento.
Più di 60 sono i soci locali che collaborano e partecipano all’attività e alla vita di questo coworking.
Una parte dell’attività di Staiterraterra si concentra sulla formazione, che coinvolge soprattutto le nuove generazioni e i bambini delle scuole, che vengono ospitati nelle campagne e accostati al mondo dell’agricoltura attraverso il contatto fisico con la terra.
Il presidente Pascali ha sottolineato che proprio l’avvicinamento delle nuove generazioni all’agricoltura costituisce un gap da colmare e sul quale ci sono ampi margini di lavoro per invertire la tendenza che a livello nazionale conferma invece un ritorno all’investimento nelle campagne da parte di molti giovani imprenditori.

EMANUELE LUBERTO – Caratteri Mobili

Robotica e Agricoltura

Emanuele Luberto è un ingegnere robotico e ha raccontato come la tecnologia può aiutare le piccole-medio aziende a crescere a livello tecnologico. Negli anni passati il cosiddetto progresso tecnologico era indicato come una delle più importanti risposte al necessario incremento della produttività dell’agricoltura e alla riduzione dei costi attraverso l’incremento dell’efficienza d’uso dei fattori produttivi. Successivamente ad una prima fase in cui il boom innovativo ha cambiato il volto dell’agricoltura italiana, nei decenni a seguire la spinta tecnologica è andata progressivamente riducendosi, sia per l’impossibilità di forzare con lo stesso ritmo i sistemi produttivi, sia perché il settore agricolo è stato ridimensionato in termini di peso economico e numero di imprese. Una piccola/media impresa per farsi strada tra in colossi delle multinazionali agricole ha bisogno di innovarsi e ricercare non più la produzione di massa, ma l’eccellenza nella qualità del prodotto. Questo si può realizzare tramite nuovi dispositivi tecnologici.
Emanuele h1a messo in luce come grazie all’avvento dell’open source e dell’elettronica a basso costo è possibile realizzare dispositivi elettromeccanici per il monitoraggio dell’umidità di un terreno per esempio spendendo circa 50-100€. Ha introdotto alcune realtà come Edyn che permettono di monitorare il suolo (e non solo), acquisendo dati sulla composizione del terreno, il livello di irraggiamento solare e il quantitativo di acqua presente. Dopo aver raccolto queste informazioni, tramite un’app da installare su uno smartphone, Edyn sarà in grado di dirvi quali piante cresceranno meglio, e su quale tipo di terreno e qual è il momento migliore per seminare. Emanuele inoltre ha parlato di PreDiVine (l’acronimo significa “predire le malattie della vite”), sistema costituito da una fitta rete di sensori collegati wireless in grado di monitorare le condizioni microclimatiche della vigna con lo scopo di predire le malattie o gli infestanti che possono colpire la vigna, migliorando la cura della pianta e di conseguenza la qualità del prodotto.
Emanuele ha spiegato quale sia stata la forza di queste realtà: “mescolare” insieme più risorse e tramite l’ingegno realizzare applicazioni di facile utilizzo per l’utente. Con la giusta idea, sistemi simili potrebbero essere creati già nei prossimi mesi e qui CM metterà tutto il suo impegno per cercare di realizzarli.
Sarà questo il futuro dell’agricoltura?