Una buona azione (politica) per Lecce

La cristallizzazione di un gruppo di potere, senza un’alternanza di governo – che parrebbe condizione fisiologica di salute della democrazia – può generare alcune deviazioni e storture dal normale corso di una esperienza amministrativa.

Eppure può capitare che per ragioni di forza di un gruppo o di debolezza di altri, una classe dirigente governi ininterrottamente per 20 anni.

Appare allora motivo di attenzione e di riflessione ciò che è accaduto a Lecce.

FullSizeRenderUn nuovo centrosinistra, in una formulazione innovativa che ha visto pezzi di un’esperienza civica importante unirsi alle forze progressiste tradizionali, ha sovvertito un esito che al primo turno sembrava quasi già scritto.

L’unione tra Carlo Salvemini – figlio dell’ultimo sindaco di centrosinistra che la città ricordava – e Alessandro Delli Noci – giovane amministratore, riconosciuto assessore della giunta Perrone, in cui si è distinto per l’attenzione all’innovazione e gli open data – ha prodotto un enorme bug che ha portato alla sconfitta di un candidato mediaticamente forte ma politicamente debole posto come rimedio di sintesi forzata di una coalizione assai divisa e litigiosa.

Già il risultato della prima tornata elettorale aveva dato un input sulla percezione che la città aveva di Giliberti. Le liste a lui collegate hanno totalizzato 7 punti percentuali in più dello stesso candidato sindaco. Ottima persona e brillante professionista con un rispettabilissimo curriculum, è stato ritenuto (i dati sembrano confermarlo) un candidato scarsamente incisivo dal punto di vista politico.

Lo scarto tra Carlo Salvemini e Alessandro Delli Noci e le rispettive liste al primo turno vedeva distanze più lievi. 5% per il primo, 2% per il secondo.
Al ballottaggio l’unione di queste due figure e dei rispettivi corpi elettorali ha segnato un significativo cambiamento di verso.

Si auspica che il cambio di guida porti, da un lato la continuità dei progetti presentati dallo stesso Delli Noci (Open data tra tutti), dall’altra una ventata di freschezza, un rinnovamento delle categorie politiche, di una nuova etica pubblica, di un possibile processo decisionale partecipato dal basso.
La cultura e l’innovazione, l’ambiente e la solidarietà sociale ci piace immaginare saranno le prime voci dell’agenda del prossimo governo del capoluogo salentino.


Autori:

Davide Miceli

Vincenzo Masciullo