Bloccata la costituzione online delle startup. Ora servono risposte immediate!

Share

La sentenza del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Consiglio Nazionale del Notariato in merito al provvedimento che dal 2016 permetteva di costituire una startup online a costo zero, senza ricorrere al notaio.

Una decisione inaspettata, che ha polarizzato le posizioni in campo all’interno del più generale dibattito sul futuro dell’ecosistema italiano dell’innovazione.

Da una parte, i rappresentanti del mondo startup e innovazione, che denunciano il colpo di mano di una piccola (ma potente) lobby e parlano di sconfitta per l’innovazione, l’imprenditorialità e la competitività in Italia. Forti, tra l’altro, di alcuni dati interessanti (fonte MISE): 12.000 startup, 70.000 addetti e 1,4 miliardi di euro di ricavi.

Dall’altra parte si sono posizionati alcuni esperti di diritto dell’innovazione, che vedono nella pronuncia del CdS la conferma di una disciplina lacunosa e dall’attuazione complicata, come rivelano altri dati altrettanto significativi: solo il 25% delle startup ha scelto questa via e le tempistiche medie richieste per la costituzione online erano più lunghe della costituzione tramite notaio.

Quel che è certo è che ora non è il momento delle diatribe sul passato: a partire dal 29 marzo 2021 e fino a nuovo intervento del legislatore, le startup italiane non potranno più costituirsi gratuitamente online.

Qualcosa di inaccettabile, in un momento storico in cui la transizione digitale (unitamente a quella ecologica) rappresenta l’architrave dello sviluppo del Paese.

La soluzione del problema è a “portata di mano”: la direttiva UE 2019/1151 sull’uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario prevede che entro il 1° agosto 2021 in tutta Europa dovrà essere possibile aprire una società qualsiasi (non solo le startup) completamente online.

L’avvio dell’iter di recepimento della direttiva è questione di giorni (in Parlamento si sta per approvare la legge di delegazione europea), ma il drafting della norma fa presagire il rischio di un’interpretazione minimalista, che rischia di vanificare questa potenziale opportunità.

Alla politica e al Legislatore il compito di dare risposte immediate ed appropriate al panorama startup e innovazione, anche locale.

Non resta che monitorare attentamente la questione e stimolare una maggiore attenzione al tema ai rappresentanti istituzionali del territorio.

Staremo a vedere…e non solo!

Alessandro Martines

Caratteri Mobili

Caratteri mobili è un think tank giovanile. ​Una community che discute. ​ Un’agorà di diffusione di idee. Una piattaforma, orizzontale, di condivisione di conoscenza ed esperienze. Un network che propone e si propone, delineando best practices e nuove frontiere di sperimentazione politica, sociale, culturale, economica. Una generazione che racconta e si racconta, portando innovazione, cultura, bellezza nella società in cui vive. Un punto d’incontro tra lettori, scrittori, opinionisti, blogger, creativi, liberi pensatori, sognatori, cittadini globali. Un punto d’incontro tra caratteri mobili.

Recent Posts

WOSH: L’APP CHE DIGITALIZZA E MIGLIORA I SERVIZI DELLE LAVANDERIE

WOSH: L’APP CHE DIGITALIZZA E MIGLIORA I SERVIZI DELLE LAVANDERIE

Nata grazie al Bando PIN della Regione Puglia, dopo un anno ha già depositato un…

“Tou”: un diario dei ricordi digitale…per tenere su il morale!

“Tou”: un diario dei ricordi digitale…per tenere su il morale!

Lorenzo Greco è un giovane ingegnere informatico, appassionato di smartphone e di applicazioni. Sul nostro…

CDP scommette sulla Puglia

CDP scommette sulla Puglia

L’acceleratore pugliese The Qube raccoglie il finanziamento di CDP Venture Capital SGR nell’ambito del programma…