Binario Zero, un hub di comunità per Masseria Tagliatelle

INTERVISTA A GIACOMO POTI’

Siamo orgogliosi di dedicare uno spazio sul nostro blog ad un altro innovatore del network di Caratteri Mobili. Giacomo Potì, è un ingegnere-architetto leccese e presidente di Archistart, una delle realtà più dinamiche nel panorama dell’innovazione locale e, ormai, anche nazionale.

Come vi abbiamo raccontato dalla nostra pagina FB, Giacomo è stato selezionato tra i partecipanti al percorso che ha animato “Masseria Tagliatelle”, immobile nel capoluogo sul quale l’Amministrazione Comunale di Lecce ha immaginato un ambizioso processo di rigenerazione urbana.

Con il progetto “Binario Zero”, elaborato insieme a Alessandra Dell’Aquila, Stefania Filograna, Elisa Monsellato, Valeria Potì, Andrea Sanità e Carmen Ines Tarantino, Giacomo ha ottenuto il premio in palio, e si appresta ora ad essere tra i protagonisti della fase sperimentale di realizzazione di tale progetto.

Gli abbiamo rivolto alcune domande, per saperne di più.

1 – Ciao Giacomo. Raccontaci un pò l’evoluzione di questo percorso, e le sue tappe fondamentali.

Masseria Tagliatelle è al centro di un processo partecipato che mira a definire e immaginare la vocazione del bene. Il processo ha l’ambizione di definire un modello estendibile ai numerosi contenitori culturali inutilizzati della città e del territorio. 50 cittadini, professionisti e operatori selezionati hanno preso parte ad un laboratorio interagendo con i numerosi manager culturali e innovatori sociali nazionali ospiti dell’esperienza. Tra i progetti e le visioni sul bene elaborate, ad oggi, tre progetti hanno la possibilità di essere sperimentati. Il nostro progetto, Binario Zero, è tra questi. Crediamo fortemente che Masseria Tagliatelle per la sua unicità possa divenire il capoluogo ed il luogo-capo di percorsi di valorizzazione e potenziamento delle energie innovative presenti sul territorio.

2 – Per quanto riguarda le tue impressioni su quest’esperienza, qual è il tuo giudizio?

Devo ammettere che l’esperienza ha avuto un elevato grado di complessità ed impegno, in quanto ha impegnato in modo continuativo molto tempo sottraendo energie alle nostre professioni e attività. Il giudizio è estremamente positivo perché stare insieme aiuta ad allargare orizzonti e prospettive ed a costruire una visione complessa e rivolta ad un ampio pubblico. Certo, è molto complesso unire e far lavorare insieme la cittadinanza attiva e gli operatori attivi nel territorio, ma si partiva da un bando per l’assegnazione del bene andato deserto e da una forte diffidenza sulla gestione del patrimonio pubblico in città.

3 –Come è nato il gruppo di lavoro che si è aggiudicato il premio? Quali sono i profili dei suoi componenti?

I lavori in gruppo nelle fasi iniziali del laboratorio prevedevano gruppi liberi che variavano in parallelo all’alternanza di docenti e tematiche affrontate. Nelle fasi finali si sono definiti i gruppi di progetto per immaginare una visione di sintesi delle tante idee e riflessioni avanzate. Ci siamo ritrovati naturalmente in un gruppo composto in maggioranza da operatori del terzo settore, con esperienze pregresse e tanta voglia di lavorare ad un progetto corale di valorizzazione del potenziale inespresso e di potenziamento dell’innovazione sociale territoriale. Il progetto ha una forte vocazione a link e connessioni ad un ampio contesto territoriale e nazionale.

4 – In che cosa consiste il progetto “Binario Zero”?

Binario Zero mira a creare un community hub per la crescita personale e collettiva. Vogliamo che masseria tagliatelle possa essere il luogo in cui le realtà individuali e collettive che agiscono nel campo dell’innovazione culturale e sociale del territorio si incontrano, si contaminano, facilitano scambi in una continua relazione con la comunità di prossimità e con le comunità sovra-territoriali. Considerare la connettività, nel suo significato più ampio (tra competenze, persone, infrastrutture fisiche e logiche), un fattore abilitante dello sviluppo economico e sociale. Oggi Masseria Tagliatelle appare come un luogo isolato rispetto all’area in cui è collocato e alla memoria collettiva; allo stesso tempo, però, è centrale rispetto al tessuto urbano e al progetto di rigenerazione del quartiere e di sviluppo della città e del territorio. Il nostro lavoro di progettazione è partito proprio dall’analisi del contesto e dal senso di isolamento e solitudine che troppo spesso pervade gran parte degli operatori attivi sul territorio nel settore dell’innovazione sociale, culturale e produttiva. Eppure le reti sul territorio esistono da millenni: basti pensare alle torri di controllo della costa, i castelli proliferati nel medioevo, le masserie fortificate, le reti ferroviarie del secolo scorso. Masseria Tagliatelle ci è subito apparsa come il centro di un sistema che va oltre le proprie mura, includendo ninfeo, parco, stazione e ben rappresenta le diverse vocazioni del territorio su cui insiste e che hanno ispirato l’intero progetto.

5 – A breve si aprirà la prima fase di sperimentazione. Come funzionerà?

Proprio in questi giorni stiamo elaborando il programma di azioni e attività che animeranno masseria tagliatelle nelle prossime settimane. Innanzitutto vorremo aumentare la percezione del bene e del contesto delle cave di Marco Vito, da parte della cittadinanza e allo stesso tempo proporre il nostro calendario di attività e sperimentazioni. Ci sarà un grande evento di apertura del progetto che partirà dalla visione dei bambini e tante sorprese. Tutta la fase di sperimentazione sarà un invito rivolto ai soggetti attivi e potenziali del territorio.

6 – Quale pensi possa essere il contributo di altri attori sociali del territorio (e non) in questa fase sperimentale?

Il nostro progetto parte proprio da questa visione, comprendere e coinvolgere gli attori sociali del territorio e con la vocazione di generare connessioni con community hub nazionali (quali ad esempio BASE Milano, Farm Cultural Park a Favara o Kilowatt a Bologna). Vogliamo chiamare a raccolta tutte queste energie attive per sperimentare insieme la vocazione di masseria tagliatelle come stazione di scambio e contaminazione.

7 – Per concludere, sappiamo che oltre ad un architetto…sei un grande visionario! Come ti immagini Masseria Tagliatelle tra 5 anni?

Masseria Tagliatelle è un unicum con la caffetteria ed il ponte del famoso architetto Alvaro Siza che si sta realizzando e soprattutto con il bellissimo parco delle cave che nasce nelle cave di Marco Vito, una tempo discarica a cielo aperto, trasformate nella più grande area verde della città. Il vero potenziale di questo luogo è espresso, inoltre, dalla vicinanza con la futura nuova stazione ferroviaria di Lecce. L’area infatti sarà il vero snodo della città e del territorio del futuro, quale posto migliore per diventare la casa dell’innovazione e della crescita personale e collettiva di questo territorio?

Grazie Giacomo, grazie ragazzi. In bocca al lupo e…a presto per ulteriori novità!